Quando si usa l’automobile, non sempre rispettare il limite di velocità esclude responsabilità in caso di incidente che vede coinvolto un pedone

Cosa Stabilisce la Sentenza della Cassazione n. 14515 del 12/05/2020, Sezione IV Penale

Confermata la condanna per un uomo, ritenuto colpevole di omicidio colposo. Col suo investimento ha dato il ‘la’ alla catena di eventi che ha poi portato alla morte del pedone. Evidente per i Giudici la condotta imprudente tenuta alla guida, considerate le condizioni atmosferiche e della strada, e questa visione non può essere messa in discussione alla luce del rispetto del limite di velocità. 

I fatti

Contesto dell’episodio è una strada della Capitale, all’altezza di un incrocio, una vettura investe una donna che sta attraversando la strada utilizzando le strisce pedonali.

L’automobilista si ferma e si appresta a scendere dalla vettura per prestare soccorso alla donna, che, però, ferma al centro della carreggiata, viene centrata e trascinata da un’altra macchina e muore a causa delle gravissime lesioni riportate.

Così l’automobilista colpevole dell’investimento della donna si ritrova sotto processo per omicidio colposo.

In questo articolo è  spiego cos’è l’ Omicidio Stradale,

Ricostruito l’incidente, i giudici di merito ritengono evidente la responsabilità dell’automobilista, che non ha prestato adeguata attenzione alla presenza della donna – evidente anche grazie all’utilizzo di un ombrello – né ha tenuto una condotta di guida prudente, soprattutto tenendo conto della scarsa visibilità – visto l’orario: 18.45 –, della pioggia e del manto stradale bagnato.

Per i Giudici della Cassazione è corretta la linea seguita sia in Tribunale che in Appello: in sostanza, è evidente «la condotta imprudente e negligente del conducente, idonea a cagionare la morte del pedone – che si trovava davanti a lui e che aveva già impegnato l’attraversamento della strada –, non avendo egli proceduto con un’andatura adeguata alle condizioni della strada ed a quelle atmosferiche, trovandosi a percorrere un tratto di strada in centro abitato, in prossimità di un attraversamento pedonale, in presenza di un asfalto reso viscido dalla pioggia e con scarsissima visibilità, stante l’ora (18.45)».

Irrilevante, invece, secondo i magistrati il fatto che «la velocità fosse nei limiti dei 50 chilometri orari», perché proprio le condizioni atmosferiche e della strada la rendevano «comunque eccessiva e non prudenziale».

Viene inoltre aggiunto che non può essere ignorata «la regola prudenziale e cautelare fondamentale che deve presiedere al comportamento del conducente, sintetizzata nell’obbligo di attenzione che questi deve tenere al fine di avvistare il pedone sì da potere porre in essere efficacemente i necessari accorgimenti atti a prevenire il rischio di un investimento».

Il principio sancito dalla Cassazione che vale per tutti gli automobilisti

Sono tre gli obblighi comportamentali che deve seguire un automobilista quando guida:

1. Quello di ispezionare la strada dove si procede o che si sta per impegnare;

2. Quello di mantenere un costante controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada e del traffico;

3. Quello di prevedere tutte le situazioni che la comune esperienza comprende, in modo da non costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada, in particolare, per i pedoni».

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Avv. Francesco Pavan