Morso da un cane sul lungomare: condannato il padrone.
Il proprietario di un cane risponde a titolo di colpa delle lesioni cagionate a terzi dallo stesso animale anche qualora ne abbia affidato la custodia a persona non in grado di esercitare su di esso una effettiva custodia o di contenerne il naturale slancio.
Cass. pen., sez. IV, ud. 15 settembre 2021 (dep. 5 ottobre 2021), n. 36151

I fatti

Un uomo, mentre effettuava una corsetta sul lungomare, veniva improvvisamente aggredito da un cane di razza Rottweiler privo di museruola, condotto da un minore, che, approfittando dell’assenza del padre, aveva sciolto il guinzaglio cui era legato il cane.
Il padre del minore veniva condannato per il reato di cui agli artt. 40 e 590 c.p., per aver cagionato lesioni personali all’uomo per negligenza, imperizia e imprudenza, consistita nel non aver assicurato con la museruola il proprio cane.
L’imputato ricorre in Cassazione, lamentandosi del fatto che il Giudice di pace lo avrebbe ritenuto titolare di una posizione di garanzia nei confronti del proprio cane, senza considerare, però, che l’evento dannoso non era prevedibile e che la condotta era stata posta in essere dal figlio.

La decisione della Cassazione

Il ricorso è infondato.
La Corte di Cassazione, infatti, afferma che il proprietario di un cane risponde a titolo di colpa delle lesioni cagionate a terzi dallo stesso animale anche qualora ne abbia affidato la custodia a persona non in grado di esercitare su di esso una effettiva custodia o di contenerne il naturale slancio.
Nel caso in esame, l’imputato deve essere ritenuto colpevole in quanto, in sua assenza, aveva affidato il cane al figlio minore non in grado di evitare l’aggressione da parte del cane privo museruola e, di conseguenza, le lesioni fisiche riportate dall’uomo.
Per questi motivi, la Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso e condanna l’imputato al pagamento delle spese processuali.
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Avv. Francesco Pavan