Il colore del divano nuovo non si abbina alla tonalità dei mobili di casa?

Il consumatore non può chiedere la risoluzione del contratto, cioè il suo scioglimento, ma una sostituzione dell’oggetto o la riduzione del prezzo pagato.

Quando il bene acquistato presenta un difetto di conformità, il consumatore ha diritto di chiedere, senza spese, il ripristino della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, ovvero una riduzione adeguata del prezzo, oppure la risoluzione del contratto ma solo se la difformità è rilevante.

(Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza n. 10456/20; depositata il 3 giugno)

I Fatti

Oggetto del contendere l’acquisto di un nuovo divano.
Il compratore se lo vede consegnare a casa e nota che il tessuto – moquette – non corrisponde a quello da lui richiesto – velluto – e che è sbagliata anche la tonalità di colore, verde marcio e non verde smeraldo da lui richiesto.

Il compratore cita in giudizio la ditta venditrice e chiede «la risoluzione del contratto per vizi della cosa venduta».

Richiesta accolta dal Giudice di Pace, ma respinta dal Tribunale.

Il Giudice d’appello osserva che «la differenza tra il tessuto ordinato, il velluto, e quello con cui è stato realizzato il divano, la moquette, è stata accettata dall’acquirente.

Quanto alla differenza di tonalità tra il colore richiesto, il verde smeraldo, e quello realizzato, colore verde marcio, si tratta di elemento non essenziale nell’economia del contratto, in quanto è emerso nel corso del processo che il compratore non aveva espressamente richiesto che il colore fosse intonato alla tonalità della mobilia».

Inoltre, «pur trattandosi di difformità facilmente rilevabile al momento della consegna, il compratore non ne aveva chiesto immediatamente la sostituzione, né lo aveva fatto al momento della posa in opera» mentre successivamente «con fax aveva inviato alla società venditrice i dati per l’emissione della fatturazione» che era stata effettuata regolarmente.

Il compratore  ricorre in Cassazione sul presupposto “che la consegna del divano di una tonalità diversa da quella ordinata costituirebbe una ipotesi di vendita Aliud pro Alio”, cioè aver venduto una cosa per un altra.

La decisione della Cassazione

La Cassazione afferma che «l’ipotesi di vendita Aliud pro Alio ricorre quando il bene consegnato è completamente diverso da quello venduto, perché appartenente ad un genere differente oppure con difetti che gli impediscono di assolvere alla sua funzione naturale o a quella concreta assunta come essenziale dalle parti».

Nel caso in esame, invece, «la consegna di un divano dello stesso colore ma di tonalità diversa da quella pattuita non costituisce un vizio tale da impedire l’utilizzo del bene secondo la sua destinazione».

Corretta l’applicazione della disciplina prevista dal Codice del consumo e quindi la qualificazione del vizio denunciato come «un difetto di conformità, da cui deriva il diritto del consumatore a chiedere, senza spese, il ripristino della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, ovvero una riduzione adeguata del prezzo e solo in ultima istanza la risoluzione del contratto».

Infatti, “qualora il difetto di conformità sia di lieve entità e non sia possibile, o sia eccessivamente oneroso, esperire i rimedi della riparazione o della sostituzione», come in questo caso, allora «non è possibile chiedere la risoluzione del contratto».

Trattandosi di lieve difetto di conformità, il compratore avrebbe dovuto chiedere la sostituzione del divano oppure la riduzione del prezzo, ma non la risoluzione del contratto come ha fatto.

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Avv. Francesco Pavan