About pavangirotto

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2018/10/01 2018/10/01

VISITA AL CIMITERO. CADUTA DALLA SCALA UTILIZZATA PER RAGGIUNGERE LA LAPIDE DEL MARITO: NESSUN RISARCIMENTO.

01/10/2018|News|

L'attenzione che si deve prestare nell'utilizzo degli oggetti presenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico dev'essere sempre massima. Avv. Francesco Pavan Respinta la richiesta presentata da un’anziana signora nei confronti di un Comune abruzzese. Per i Giudici il capitombolo è addebitabile non a difetti strutturali della scala, bensì dall’utilizzo fattone dalla donna. Fatale l’utilizzo di una scala: la donna – 71 anni –, impegnata a sistemare fiori freschi nei vasi che caratterizzano la lapide del marito, scivola e finisce a terra in malo modo. (Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza n. 23203/18; depositata il 27 settembre) E' stato appurato che la donna «è caduta da una scala a pioli in ferro, collocata sul posto per accedere ai loculi più alti» mentre provava a sistemare un mazzo di fiori freschi nei vasi presenti sulla lapide del marito. Consequenziale è la richiesta di risarcimento – per una cifra che si [...]

2018/09/26 2018/09/26

LICENZIAMENTO, IMPORTANTE DECISIONE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

26/09/2018|News|

ILLEGITTIMO IL CRITERIO DI DETERMINAZIONE DELL’INDENNITA’ DI LICENZIAMENTO La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 3, comma 1, del Decreto legislativo n.23/2015 sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, nella parte - non modificata dal successivo Decreto legge n.87/2018, cosiddetto “Decreto dignità” – che determina in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato. In particolare, la previsione di un’indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è, secondo la Corte, contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione. Tutte le altre questioni relative ai licenziamenti sono state dichiarate inammissibili o infondate. La sentenza sarà depositata nelle prossime settimane. Roma, 26 settembre 2018

2018/09/25 2018/09/25

FIRMA PER RICEVUTA DELLA BUSTA PAGA.

25/09/2018|News|

Firmare la busta paga per ricevuta è una prassi utilizzata da molti datori di lavoro. Ma che valore ha questo gesto? La sezione lavoro della Corte di Cassazione ha dato una risposta. Avv. Francesco Pavan Lo stipendio può essere diverso da quello indicato in busta paga. Le buste paga sottoscritte dal lavoratore con la formula “per ricevuta” costituiscono prova solo della loro avvenuta consegna e non anche dell’effettivo pagamento, che deve essere provato dal datore di lavoro. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 21699/18; depositata il 6 settembre) La Corte d’Appello di Lecce accoglieva il ricorso presentato da un uomo nei confronti della società sua datrice di lavoro, condannando quest’ultima al pagamento di differenze retributive e TFR. La società ricorre, pertanto, in Cassazione. La società sosteneva che le buste paga – che il lavoratore aveva firmato – assumevano valore liberatorio a suo favore, anche perché non era stato provato [...]

2018/09/21 2018/09/21

E’ SUFFICIENTE L’AVVISO DI GIACENZA PER FAR PERVENIRE LA LETTERA DI LICENZIAMENTO NELLA SFERA DI CONOSCIBILITA’ DEL LAVORATORE.

21/09/2018|News|

Molti pensano, sbagliando, che basti non ritirare la raccomandata per bloccare azioni giudiziarie, pagamento di multe, e quant'altro. Questa sentenza dimostra esattamente il contrario, addirittura in tema di licenziamento. Avv. Francesco Pavan In tema di licenziamento, qualora la lettera del datore di lavoro sia spedita a mezzo raccomandata, non si tratta della notifica di un atto giudiziario ma esclusivamente della comunicazione dell’atto di licenziamento adottato dal datore di lavoro. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 20864/18; depositata il 21 agosto) La Corte d’Appello respingeva il reclamo di un dipendente di Poste Italiane SpA, ritenendo legittimo il licenziamento disciplinare intimatogli con apposita lettera a seguito di una contestazione in cui si addebitava al lavoratore di aver effettuato sul proprio conto corrente presso l’ufficio postale il versamento di una serie di assegni intestati a persone diverse da lui, in violazione della clausola di non trasferibilità e delle norme sull’antiriciclaggio. In particolare, [...]